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E' l'ottimismo la chiave del successo
Il
servizio di punta di questo numero riserva, come doveroso, ampia
attenzione allandamento economico della stagione 2006, ormai
conclusa. Balza allocchio, palese e paradossale, laperta
contraddizione dei dati (e ancor più delle riflessioni),
a seconda delle fonti ufficiali da cui provengono. Fonti per altro
facilmente desumibili, anche via internet. Si ondeggia allegramente
(si fa per dire) da previsioni di aperta ed eclatante ripresa a
presunti crolli di mercato, fino al 40 per cento ed oltre. Stop.
Fermiamoci un istante e facciamo almeno un paio di riflessioni.
La prima, sul fronte delle cifre negaive riguarda un
calcolo puramente matematico sulle percentuali. Se ogni anno (e
la tendenza pare ormai di diversi anni) si continuano a masticare
decrementi su decrementi, un presunto ed ulteriore crollo percentuale,
supponiamo del 20 per cento, sarebbe da applicarsi sullandamento
dellanno precedente il quale, a sua volta, già era
stato penalizzato di un 20 per cento. Alla fine, dopo qualche anno
di decrementi su decrementi, si dovrebbe supporre un vero e proprio
collasso del sistema (canoni demaniali a parte). Collasso che decisamente
stenta ad arrivare. Meglio così, naturalmente,
anche perché se cè comunque una voce delleconomia
italiana che, secondo pareri importanti, è destinata a resistere
bene, è proprio quella turistica.
Il problema va interpretato in unaltra chiave. Dato per certo
che landamento del mercato balneare è altalenante,
e molto diversificato, bisogna chiedersi perché ad alcuni
le cose vadano bene (e anche molto bene) e ad altri
meno bene. Non sarebbe difficile, allora, verificare che coloro
che, senza vergogna, ammettono di aver registrato una buona, e talvolta
perfino ottima stagione sono imprenditori nel vero senso
del termine. Gestiscono realtà su cui hanno operato nel corso
degli ultimi anni ingenti investimenti, hanno avuto e continuano
ad avere il coraggio di trasformare ogni anno, innovare la loro
realtà, con consapevoleza e determinazione. Sanno cosa significa
operare a medio-lungo termine e per farlo, da ottimisti, si sentono
anche realizzati e incentivati.
Ecco che allora lavorare è ancora uno stimolo, ed essere
innovativi consente di disegnare una cornice che unisce professionalità
e divertimento. La curiosità e linnovazione li ha salvati.
Il pessimismo rischia di sommergere chi non riuscirà invece
ad uscire dall'assedio continuo della solita routine.
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