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Del perduto orgoglio
Ormai,
sono alcuni anni che il settore del turismo balneare italiano registra
un evidente disagio, dovuto alle forti trasformazioni di un mercato
sempre più globale, ma proprio per questo sempre più
concorrenziale.
Si è molto detto (e scritto), ad esempio, che il mare supera
oggi di gran lunga, nelle preferenze degli italiani, la montagna,
naturalmente soprattutto durante la stagione estiva. Ma ciò
non significa a vantaggio, oggi come oggi, delle coste nostrane.
È opinione diffusa che molte occasioni siano state perse,
in questi ultimi anni, facendo perdere di competitività
le nostre spiagge rispetto a quelle, sempre più accattivanti,
croate, spagnole ed egiziane, tanto per fare qualche esempio geograficamente
vicino alle nostre coste. Per troppo tempo siamo rimasti ingessati
nella convinzione che la nostra atavica fantasia
ci avrebbe sempre salvato dalla concorrenza straniera, ma i dati
di affluenza (in calo) del turismo straniero su tutti i nostri litorali
(e quello adriatico, in primis) provano tangibilmente una preoccupante
perdita di appeal, alla quale, tuttavia, da qualche tempo gli operatori
più attenti hanno cominciato a prestare attenzione, avviando
importanti iniziative di revisione, anche profonde, della propria
attività in termini di strutture, ma anche di gestione della
redditività dei propri spazi. Il tutto a vantaggio di una
maggiore professionalità e imprenditorialità del modo
di fare turismo balneare, oggi, nel nostro Paese. Una necessità
ormai imprescindibile per fare business sulla spiaggia. Affrontando
però il mercato, come detto, con una nuova mentalità,
che accetta la sfida di una realtà competitiva e complessa,
ma anche stimolante e piena di nuove opportunità, fino ad
oggi solo parzialmente sfruttate. La sfida è aperta, noi
abbiamo deciso, con questa nuova iniziativa editoriale che parla
esclusivamente agli operatori professionali, di coglierla. E voi?
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