|
Il mix vincente? Qualità e divertimento
Ogni
anno le lunghe file estive ai valichi di frontiera e ai caselli
autostradali si assottigliano e disperdono sempre più. Eppure,
il turismo balneare, e comunque estivo, è uno dei settori
che anche prospetticamente presenta buone potenzialità di
crescita a livello mondiale, grazie allo sviluppo economico di paesi
come Cina e Russia, al boom dei viaggi low cost e alla sostenuta
spesa delle famiglie per il divertimento.
E lItalia? Il sistema turistico di casa nostra rispecchia
certamente le dinamiche che si registrano su scala internazionale,
ma appare - oggi come mai prima - ad un bivio.
Da una parte il dove stare, ovvero i tantissimi ed incantevoli
angoli del nostro Paese. Dallaltra, il cosa fare,
vale a dire unofferta culturale, edonistica e ambientale ancora
ben poco organica.
E a ben vedere, questa situazione rispecchia perfettamente la realtà
contraddittoria del modo di fare impresa nel sistema balneare del
nostro Paese. Il sistema nazionale di proporre (e vivere) la spiaggia,
infatti, resta ancora a metà strada tra una domanda sempre
più esigente e unofferta ancorata alla tradizione.
Che in alcuni casi viene anzi difesa a spada tratta. Tuttavia, non
mancano i segnali di risveglio, quelli di tale spessore da fare
anche molto clamore e mostrare apertamente laperta conflittualità
di questa situazione.
Laddove la trasformazione sia stata intrapresa, infatti, essa è
anche molto profonda e certamente mette in crisi il ruolo del bagnino
tradizionale, quello che si limita al nolo di sdraio e ombrellone,
e allattesa passiva di una clientela che stenta a ritornare
fedele, negli anni. Il nuovo operatore della spiaggia
si riconosce, piuttosto, in un imprenditore che gestisce il valore
della spiaggia e ne monitora la redditività, metro quadro
su metro quadro.
|